La Polonia chiude un consolato russo: "Orchestrò l'incendio del centro commerciale di Varsavia"
Il governo manda un messaggio a Putin: "Sappiamo cosa state facendo, non lo accettiamo e ne trarremo le conseguenze". Mosca promette una "risposta adeguata"
La Polonia ha deciso di chiudere il consolato russo di Cracovia, accusando i servizi segreti di Mosca di averlo usato per orchestrato un terribile incendio in un centro commerciale della capitale, come atto di sabotaggio contro la nazione.
Il governo di Varsavia afferma di essere ormai certo che dietro l'incendio che l'anno scorso ha distrutto il più grande centro commerciale di Varsavia, il Marywilska 44, ci sia lo zampino di Vladimir Putin, e ha dichiarato di aver arrestato alcuni dei responsabili.
"Sappiamo già con certezza che il grande incendio di Marywilska è stato il risultato di un incendio doloso ordinato dai servizi di sicurezza russi", ha annunciato il primo ministro polacco Donald Tusk, affermando che "le attività sono state coordinate da una persona in Russia", e aggiungendo che "alcuni dei responsabili sono già in custodia, gli altri sono stati identificati e sono in corso le attività di ricerca". "Li prenderemo tutti!", ha poi promesso.
Un messaggio diretto a Mosca
"Alla luce delle prove che i servizi speciali russi hanno commesso un atto riprovevole di sabotaggio" contro il centro commerciale, "ho deciso di ritirare il mio consenso al funzionamento del consolato della Federazione di Russia a Cracovia", ha scritto il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski su X.
"Ho un messaggio per le autorità russe: sappiamo cosa state facendo, non lo accettiamo e ne trarremo le conseguenze", ha poi affermato rincarando la dose Sikorski. Il ministro ha anche ricordato che la Polonia aveva già ordinato nel 2023 la chiusura del consolato russo di Poznan, sempre in seguito a un altro episodio di sabotaggio attribuito a Mosca.
Le accuse
Secondo i ministeri della Giustizia e dell’Interno polacchi, l’operazione è stata organizzata da "una persona identificata come residente nella Federazione russa". La procura di Varsavia ha fornito ulteriori dettagli, sostenendo che il rogo sarebbe stato appiccato "da membri di un gruppo criminale organizzato che agiva per conto dei servizi segreti russi", con l’obiettivo di provocare incendi in "grandi edifici situati" sul territorio dell’Unione europea.
Sempre secondo la procura, questo stesso gruppo sarebbe responsabile anche dell’incendio del negozio Ikea avvenuto il 9 maggio 2024 a Vilnius, in Lituania. Per questo episodio sono stati incriminati due cittadini ucraini.

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