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Vendeva segreti a funzionari russi, confermati 20 di carcere per l'ufficiale della Marina Walter Biot

 

Il 58 capitano di fregata venne arrestato quattro anni fa in flagranza dai carabinieri del Ros, intento a cedere notizie riservate ad un funzionario dell'ambasciata di Mosca

Walter Biot LaPresse

Walter Biot, l'ufficiale della Marina militare arrestato nel marzo 2021 con l'accusa di aver ceduto documenti riservati a funzionari dell’ambasciata russa, è stato condannato oggi dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma a 20 anni di reclusione. I giudici hanno confermato l'impianto accusatorio del primo grado, riconoscendolo colpevole dei reati di spionaggio, corruzione e rivelazione di notizie riservate che avrebbero dovuto restare segrete per la sicurezza nazionale. 

La condanna arriva a pochi mesi da un’altra sentenza definitiva: nel novembre scorso la Corte di Cassazione aveva infatti confermato la pena a 29 anni e due mesi inflitta a Walter Biot nel procedimento militare parallelo, relativo alla violazione del segreto militare per fini di spionaggio. In quell'occasione, l'Alta Corte aveva respinto il ricorso della difesa, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado, che aveva già ridotto di alcuni mesi la pena inizialmente fissata in 30 anni.

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Ma come si è arrivati all'arresto dell'ufficiale? Biot, 58 anni, capitano di fregata, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri del Ros in un parcheggio di un centro commerciale romano, mentre consegnava una scheda Sd contenente materiale sensibile a Dimitri Ostroukhov, assistente dell'addetto militare dell'ambasciata russa a Roma, Alexey Nemudrov. In cambio, aveva ricevuto 5.000 euro in contanti.

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Secondo quanto accertato, la scheda conteneva decine di documenti classificati, tra cui 47 informazioni classificate come "Nato secret", 57 "Nato confidential" e 9 documenti "riservatissimi". Biot aveva fotografato il materiale direttamente dal suo computer nell'ufficio presso lo Stato Maggiore della Difesa, nel settore Politica militare e pianificazione, responsabile tra l'altro delle proiezioni operative delle forze italiane all'estero sotto l'egida di Nato, Unione Europea e Nazioni Unite.

"Senza l'intervento della giudizi



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