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Papa Leone XIV cita Francesco: "Disarmare le parole per disarmare la Terra". E Zelensky lo invita a Kiev

 

Papa Leone XIV cita Francesco: "Disarmare le parole per disarmare la Terra". E Zelensky lo invita a Kiev

Il pontefice incontra la stampa mondiale in Vaticano. E riceve una telefonata dal leader ucraino

Papa Leone XIV incontra in udienza i giornalisti in aula Paolo VI, foto Cecilia Fabiano. LaPresse

Disarmare la parole per disarmare la Terra. È il monito che ha lanciato il nuovo papa Leone XIV che oggi ha incontrato i media di tutto il mondo in Vaticano. Una citazione del passaggio sulla "pace disarmata e disarmante" con cui il pontefice si era presentato al mondo subito dopo la sua elezione. Ma soprattutto una citazione del messaggio che papa Francesco aveva lanciato durante il suo ricovero al Gemelli. "Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra". Intanto il leader ucraino Volodymir Zelensky ha fatto sapere di aver avuto una telefonata cordiale con papa Leone XIV e di averlo invitato in visita a Kiev. 

Il monito del papa

Ma andiamo con  ordine. Queste le parole di Robert Prevost alla stampa. "Cari amici, impareremo con il tempo a conoscerci meglio. Abbiamo vissuto - possiamo dire insieme - giorni davvero speciali. Li abbiamo, li avete condivisi con ogni mezzo di comunicazione: la TV, la radio, il web, i social. Vorrei tanto che ognuno di noi potesse dire di essi che ci hanno svelato un pizzico del mistero della nostra umanità, e che ci hanno lasciato un desiderio di amore e di pace. Per questo ripeto a voi oggi l'invito fatto da Papa Francesco nel suo ultimo messaggio per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall'aggressività".

"Non serve una comunicazione fragorosa, muscolare, ma piuttosto una comunicazione capace di ascolto, di raccogliere la voce dei deboli che non hanno voce" prosegue il papa. "Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Terra. Una comunicazione disarmata e disarmante ci permette di condividere uno sguardo diverso sul mondo e di agire in modo coerente con la nostra dignità umana". 

La solidarietà ai giornalisti incarcerati 

Incontrando i media di tutto il mondo il pontefice ha chiesto poi la liberazione dei giornalisti incarcerati: "Permettetemi di ribadire oggi la solidarietà della Chiesa ai giornalisti incarcerati per aver cercato e raccontato la verità, e di chiederne la liberazione. La Chiesa riconosce in questi testimoni - penso a coloro che raccontano la guerra anche a costo della vita - il coraggio di chi difende la dignità, la giustizia e il diritto dei popoli a essere informati, perché solo i popoli informati possono fare scelte libere. La sofferenza di questi giornalisti imprigionati interpella la coscienza delle Nazioni e della comunità internazionale, richiamando tutti noi a custodire il bene prezioso della libertà di espressione e di stampa. Grazie, cari amici, per il  

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