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Cagliari: Marito confessa del omicidio della moglie

 






La donna era scomparsa da San Sperate a maggio e ritrovata morta a luglio. Sollai si era sempre definito innocente.
In un interrogatorio in carcere a Uta (Cagliari), durato oltre quattro ore, Igor Sollai ha confessato di aver ucciso la moglie Francesca Deidda, scomparsa dalla sua casa di San Sperate a maggio e il cui corpo era stato trovato in avanzato stato di decomposizione in un grosso borsone nascosto fra la vegetazione vicino alla vecchia strada statale Orientale sarda il 18 luglio scorso. Sollai, in carcere da oltre quattro mesi, ha iniziato a ricostruire la vicenda alla presenza dei suoi avvocati, Carlo Demurtas e Laura Pirarba. L'interrogatorio, secondo quanto apprende l'AGI, proseguirà la prossima settimana.
Arriva dopo una carcerazione iniziata l'8 luglio scorso la confessione di Igor Sollai, autotrasportatore di 43 anni, unico indagato dalla procura di Cagliari per l'omicidio e l'occultamento del cadavere della moglie, Francesca Deidda, di un anno più giovane. Le sue ammissioni sono arrivate ieri a tarda sera, nel carcere di Uta (Cagliari), davanti al pm Marco Cocco e ai suoi avvocati, Carlo Demurtas e Laura Pirarba che qualche giorno fa si erano visti respingere la richiesta di scarcerazione anche dalla Cassazione.

A luglio quando scatta la misura cautelare, ancora il corpo non si trova. Il marito si proclama subito innocente, sostiene la versione dell'allontanamento volontario della donna, ma gli indizi a suo carico sono tanti. Dal 10 maggio scorso di Francesca Deidda, un lavoro in un call center, un matrimonio senza figli in una casa di San Sperate (Cagliari), non si hanno più notizie. Per settimane nessuno ne denuncia la scomparsa. C’è qualcuno che si assicura che l'assenza passi inosservata. Al datore di lavoro della donna arriva un’inaspettata lettera formale di dimissioni. Dal suo smartphone parte qualche messaggio, risposte a chi chiede sue notizie, in particolare i colleghi che non si capacitano di una decisione improvvisa e senza un’apparente giustificazione. Dalle chat sembra che Francesca, riservata, amante dei viaggi e dei gatti, abbia bisogno di stare un po’ per conto suo. Il marito Igor conferma questa tesi. Dopo la scomparsa della moglie, mette in vendita l’auto intestata a lui ma che usava Francesca. All’acquirente raccomanda di pulirla bene, di igienizzarla. Poi su un portale cerca di disfarsi anche del divano del soggiorno, ma in questo caso nessuno lo compra.
Nel frattempo le colleghe di Francesca s’insospettiscono. È davvero strano che lei si rifiuti di parlare al telefono e risponda solo per messaggio, tra l’altro in un modo che stona con quello in cui si esprime di solito. Che qualcuno stia scrivendo al suo posto? Una delle colleghe escogita un tranello. E inventa le dimissioni di un'inesistente compagna di lavoro. Chi risponde non se ne accorge, quindi non può essere Francesca. A quel punto le colleghe parlano col fratello di lei, Andrea, dieci anni più giovane. Anche lui da settimane non sa dove sia la sorella. Ne chiede conto al cognato Igor, il quale lascia intendere che Francesca si è presa una pausa dalla loro vita matrimoniale e che non ha idea di dove sia andata. Andrea presenta denuncia di scomparsa ai carabinieri di San Sperate. È il 30 maggio. Scattano le indagini, coperte da uno strettissimo riserbo. Il caso approda alla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ di Raitre. Una troupe arriva in Sardegna e interpella Igor il quale smentisce che la moglie sia scomparsa. “Non risponde al telefono”, dice semplicemente e non appare preoccupato. L’8 luglio viene arrestato. I carabinieri del comando provinciale di Cagliari sospettano un femminicidio, hanno raccolto a suo carico una serie di indizi, basati sul suo comportamento prima e dopo il 10 maggio. Nei due mesi di indagini hanno controllato gli spostamenti di Sollai sul suo veicolo da lavoro, dotato di gps. È singolare che nei giorni precedenti la scomparsa di Francesca, quel furgone si sia fermato più volte lungo la vecchia statale 125, l’ex Orientale sarda, nella zona di San Priamo, sempre meno battuta da quando esiste la nuova strada a scorrimento veloce. E poi qui si trova l’ultima cella alla quale il telefonino della donna si è collegato prima di essere definitivamente spento. Quindi, le ricerche del corpo di Francesca si concentrano in una zona impervia vicino al ponte romano, con i Cacciatori di Sardegna, vigili del fuoco, volontari e un dispiegamento di forze straordinario.

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