Kharg: l'isola dell'Iran capitale del petrolio che nessuno attacca, per un motivo preciso

 

Mentre sui mercati le quotazioni del Brent toccano nuovi record storici, gli occhi si spostano su un lembo di terra in mezzo al Golfo: da qui arriva il 90 per cento del greggio iraniano. Ma colpirlo esporrebbe il mondo a nuovi rischi esplosivi per i prezzi dei prodotti energetici: la situazione

Mappa dell'isola di Kharg (o Khark), hub petrolifero fondamentale per l'Iran (Google Earth)

Una striscia di terra di appena 20 chilometri quadrati può finire al centro della guerra in Iran. È l'isola di Kharg, situata nel Golfo Persico a circa 25 chilometri dalla costa della provincia iraniana di Bushehr. Questa è la capitale del petrolio iraniano, che ora rischia di finire sotto l'occhio di Stati Uniti e Israele per nuove azioni militari. Pur essendo un obiettivo sensibile, Kharg non è mai stata colpita dai bombardamenti. Perché? I rischi sono alti. Nel mentre, le tensioni spingono i mercati internazionali su livelli che non si vedevano da tempo, col Brent che ha sfiorato i 120 dollari al barile.

Cosa c'è sull'isola di Kharg

Nel territorio iraniano Kharg è "unica". Con le sue acque profonde, l'isola è in grado di far attraccare nei suoi moli le petroliere più grandi e capienti. Nell'economia iraniana del greggio questo è fondamentale: nove barili di petrolio su dieci venduti dall'Iran all'estero vengono caricati sull'isola.

 

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