Ricchi sempre più ricchi (e più numerosi): chi sono i "Paperoni" d'Italia

 


Forbes ha pubblicato la graduatoria aggiornata al 2025; aumentano i miliardari e il loro patrimonio. Al primo posto c'è ancora Giovanni Ferrero, seguito da Andrea Pignataro e Giancarlo Devasini

Da sinistra, Andrea Pignataro, Giovanni Ferrero e Giancarlo Devasini

Aumentano i miliardari italiani e aumenta anche il loro patrimonio. Forbes ha stilato l'ormai consueta classifica dei "Paperoni" d'Italia, che nel 2025 sono diventati 79, cinque in più dello scorso anno. A salire è anche il totale delle loro ricchezze, arrivato a quota 357,2 miliardi, contro i 339 della scorsa primavera. Ma chi sono? Al primo posto c'è ancora Giovanni Ferrero presidente del colosso dei dolci, con un patrimonio di 41,3 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 38,2 di aprile. Cresce anche la fortuna del secondo, Andrea Pignataro (36,9 miliardi) del conglomerato Ion, mentre è stabile quella del terzo, Giancarlo Devasini della criptovaluta Tether (22,4 miliardi).

La classifica dei Paperoni italiani

Ferrero si conferma al comando al termine di un anno in cui il suo gruppo ha registrato un nuovo record di fatturato (18,4 miliardi di dollari, con un incremento dell’8,9% in un anno) e completare una delle sue operazioni più ambiziose: l’acquisto di Kellogg per 3,1 miliardi, annunciato a luglio. Se Pignataro ha mantenuto il classico basso profilo, la Tether di Devasini ha fatto molto parlare di sé. Soprattutto negli ultimi giorni, quando ha presentato un’offerta per rilevare l’intera partecipazione di Exor nella Juventus.

Al quarto posto, occupato ad aprile da Giorgio Armani, morto il 4 settembre, sale Francesco Gaetano Caltagirone (9,8 miliardi di dollari), altro protagonista di un anno in cui ha propiziato la scalata di Mps a Mediobanca. Rispetto ad aprile, Caltagirone scavalca Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, quinto con 9,5 miliardi. La più ricca delle 24 donne in classifica è sempre Massimiliana Landini Aleotti della casa farmaceutica Menarini, sesta assoluta con 8,1 miliardi. Perde una posizione Piero Ferrari (7,6 miliardi), penalizzato dal calo del titolo Ferrari negli ultimi mesi.


 

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