La vittoria dei trattori: dopo le proteste a Bruxelles slitta il Mercosur. Meloni rassicura Lula: "È solo un rinvio"

 

Il Consiglio Ue ha deciso di posticipare a gennaio la firma per l'istituzione di una zona di libero scambio con i Paesi sudamericani, che gli agricoltori temono possa generare concorrenza sleale sui prodotti. Italia e Francia chiedono più garanzie per le rispettive filiere agroalimentari nazionali

Alcune immagini social delle proteste degli agricoltori a Bruxelles

Sul Mercosur gli agricoltori non hanno vinto la guerra, ma ottenuto più tempo nella speranza che con esso arrivino anche maggiori garanzie. Dopo le violentissime proteste dei trattori a Bruxelles (che in Francia sono arrivati anche sotto alla villa di Macron), il Consiglio europeo ha deciso di far slittare a gennaio l'accordo di libero scambio con il "mercato comune del Sud", ovvero Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia come paese associato.

Meloni sente il presidente brasiliano e assicura: "Si farà, è solo un rinvio"

Si tratta solo di un rinvio, però: l'accordo che si negozia da ormai circa 25 anni si farà. Lo ha assicurato anche la premier Giorgia Meloni al telefono con il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, secondo quanto riferito da un portavoce del governo tedesco durante una conferenza stampa.

Lacrimogeni e patate per strada: a Bruxelles va in scena la protesta degli agricoltori

"Nelle ultime ore, tra la giornata di ieri e la notte, la situazione si è ulteriormente evoluta. Ci sono stati contatti a livello di Consiglio europeo e anche colloqui diretti tra la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, proprio su questo tema. A quanto risulta, la presidente Meloni è riuscita a convincere il presidente Lula che, dopo oltre 25 anni di negoziati su questo accordo, un rinvio di due o tre settimane non fa una differenza sostanziale", ha affermato il vice portavoce della cancelleria tedesca Sebastian Hille.

"Abbiamo bisogno di qualche settimana in più per affrontare alcune questioni con gli Stati membri", ha riconosciuto anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen nella conferenza stampa di fine summit ieri, 18 dicembre. "Abbiamo contattato i nostri partner del Mercosur e concordato di posticipare leggermente la firma", prevista inizialmente per il 20 dicembre.

Cosa implica il Mercorsur e perché gli agricoltori non lo vogliono

L'intenzione, però, ha ribadito, è quella di andare avanti. L'Italia è insieme alla Francia il Paese con le maggiori resistenze sull'accordo: il regime di libero scambio significherebbe che le porte del mercato europeo si aprirebbero alle importazioni di materie prime e prodotti agricoli provenienti dai Paesi del Mercosur, dalla carne ai derivati della soia.

Gli agricoltori temono di trovarsi davanti a forme di concorrenza sleale a causa delle legislazioni meno restrittive di questi Paesi, ad esempio in materia sanitaria negli allevamenti. Regolamentazioni meno rigide che implicano quindi costi minori rispetto a quelli che devono sostenere i produttori europei. 

 

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