kind

Il cattivo esempio dei genitori iperconnessi

 

Secondo uno studio americano, lo "scrolling infinito" di mamma e papà ispira nei figli condotte inappropriate. Come guardare film e giocare a videogame vietati ai minori

Il cattivo esempio dei genitori iperconnessi (foto LaPresse)

Le colpe dei genitori non devono ricadere sui figli. Eppure, uno studio visibile su BMC Pediatrics spiega che l'abitudine di mamma e papà a "scrollare" lo smartphone, restando online o sugli schermi a lungo, spinge in figli a mettere in atto pessime condotte, come guardare film e videogame vietati ai minori. La ricerca, che ha esaminato i dati di oltre 10mila bambini di età compresa tra 12 e 13 anni, provenienti dallo studio nazionale Adolescent Brain Cognitive Development, il più rilevante lavoro a lungo termine negli Stati Uniti sullo sviluppo del cervello, rivela poi che ben due terzi dei preadolescenti (tra 11 e 12 anni di età) ha un account sui social media.

Certo, la maggior parte delle piattaforme richiede di avere almeno 13 anni. Limite, quest'ultimo, fissato dal Protecting Kids on Social Media Act per l'uso di app come Facebook, Instagram e TikTok. Ma non basta, essendo un confine ampiamente aggirabile. E mentre in Francia il primo ministro per l'intelligenza artificiale e la digitalizzazione, Clara Chappaz, rimarca la volontà del governo di proibire i social ai minori di 15 anni, in Spagna un comitato di esperti pubblica un report per tutelare i minori dall'utilizzo degli schermi. Ribadendo: "Lo smartphone e i social media creano dipendenza".

Famiglie in rete

Tornado allo studio americano, dall'incrocio delle risposte di genitori e figli il team di ricercatori ha scoperto che percepire il proprio genitore "connesso" troppo a lungo, induce i figli a sentirsi liberi di comportarsi online come ritengono. Sono state formulate domande come "limito il tempo davanti allo schermo quando mi trovo con mio figlio?", oppure (nei confronti dei figli) "ti capita di guardare pellicole vietate ai minori?" o "quanto spesso giochi con videogame non adatti alla tua età?". Facendo così emergere il legame tra le abitudini dei genitori e le condotte scorrette dei loro figli.

"L'intento Ã¨ stato proprio quello di indagare le regole che i genitori seguivano nel loro quotidiano e la conseguente relazione dei figli con i media", il commento del primo firmatario dello studio, il dottor Jason Nagata dell'Università della California di San Francisco. La ricerca ha dimostrato che tanto l'utilizzo costante degli schermi da parte dei genitori quanto la prassi di trascorrere i pasti online in famiglia "anticipavano", in qualche modo, il comportamento errato dei figli davanti a smartphone e tablet. Inoltre, lo studio sottolinea che punire i ragazzi limitando loro l'uso degli schermi li induce, li induce proprio a guardare film e videogame non adatti a loro. E questo sia per dispetto sia nel tentativo di trovare un'evasione facile.



Nessun commento

Powered by Blogger.