Cos'è il Remigration Summit, il raduno dell'estrema destra che parla di "ritorno forzato" dei migranti
Ha preso il via a Gallarate, nel Varesotto, il convegno che punta sul tema della cosiddetta "remigrazione". Scoppia la polemica politica
Il Remigration Summit, il raduno organizzato da gruppi dell'estrema destra sul tema della cosiddetta "remigrazione", ha preso il via oggi al Teatro Comunale di Gallarate, in provincia di Varese, tra contestazioni e indignazione. In vista delle polemiche, la location non è stata resa nota fino alle prime ore dell'alba di oggi. La segretezza è stata rotta quando i partecipanti - meno di 400 - hanno ricevuto la convocazione via e-mail alle 6 del mattino di oggi, annunciando che l'evento sarebbe stato anticipato alle 9 rispetto alle 14.30 come era originariamente previsto. All'esterno del teatro sono state dispiegate le forze dell'ordine, nell'ottica di prevenire gli scontri tra i partecipanti al convegno e gli oppositori all'evento, che hanno organizzato un flash mob.
Vannacci: "La remigrazione non è uno slogan, ma una proposta concreta"
"È una semplice conferenza. Speriamo possa svolgersi in modo pacifico e tranquillo, senza causare ulteriori problemi". A parlare è Andrea Ballarati, portavoce italiano del Remigration Summit, sulla soglia del teatro che ospita l'evento. Ballarati annuncia la presenza di "ospiti a sorpresa" e non esclude la partecipazione di esponenti politici italiani. Il tema al centro dell'incontro, spiega, è la "questione identitaria". "Sull'immigrazione - aggiunge - il governo non fa abbastanza. Non adotta quei provvedimenti votati dai cittadini".
🇺🇸 John McLaughlin and 🇵🇹 Pedro Faria just addressed the audience at Remigration Summit 2025!
— Remigration Summit 25 (@resum25) May 17, 2025
👉🏻 Sharing their insights on remigration and its impact on Europe's future. pic.twitter.com/rGIHGrgImz
A fare eco alle sue parole è il vicesegretario della Lega Roberto Vannacci, tra i primi sostenitori dell'evento in nome della "libertà di espressione e manifestazione e del libero pensiero". Intervenuto a distanza, perché impossibilitato a partecipare di persona, il generale ha inviato un videomessaggio in cui dichiara il proprio sostegno all'iniziativa. "La remigrazione non è uno slogan, ma una proposta concreta", afferma. "Vuol dire mettere al centro gli italiani, gli europei. È una battaglia di libertà e civiltà, di sicurezza: il vero spartiacque fra destra e sinistra".
La spaccatura della destra al governo
Alcuni esponenti dell'opposizione avevano chiesto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di vietare il Remigration Summit, il quale ha affermato che da ministro dell'Interno ha "l'obbligo di garantire la libera espressione del pensiero da parte di chiunque", e che "in democrazia non bisogna avere paura di nulla, anche di idee che possano apparire molto forti, molto controverse, molto discutibili anche, non condivise in qualche modo, e c'è bisogno di tutti i contributi e di tutte le componenti rispetto a fenomeni così complessi". Le parole del titolare del Viminale non sono piaciute alla sinistra. Per Bonelli "Piantedosi strizza l'occhio ai neonazisti", mentre Fratoianni invoca un intervento della premier Giorgia Meloni sul summit. Nessun commento ufficiale, invece, da parte di Fratelli d’Italia e Forza Italia, gli altri due partiti della coalizione di governo.
Sul Remigration Summit le posizioni del mondo politico lombardo si sono divise. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, della Lega, ha minimizzato le polemiche attorno all'evento dichiarando di non vedere "sinceramente quali possano essere i problemi". Di segno opposto il commento del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha espresso sollievo per il fatto che il raduno non si sia tenuto nel capoluogo lombardo: "Sono già contento che il summit non sia in città", ha detto.
Il primo cittadino di Gallarate, Andrea Cassani, esponente della Lega, non ha vietato l'iniziativa e ha sottolineato l'impegno delle autorità: "Le misure per garantire l'ordine pubblico prese da questura e prefettura sono imponenti e adeguate. Mi auguro che vada tutto bene, perché è giusto che tutti possano manifestare le proprie idee", ha dichiarato.
Più di mille persone alla contromanifestazione a Milano
A pochi chilometri di distanza, a Milano, sono state organizzate diverse contromanifestazioni da sindacati e associazioni di sinistra, rappresentati dal Pd, Avs, Cgil e Movimento 5 Stelle. Una piazza colorata e piena di bandiere per dire no al Remigration Summit, all'odio e alle politiche migratorie. Sono oltre 1.300 le persone scese in piazza San Babila, a Milano, per partecipare alla manifestazione organizzata da Cgil, Arci, Anpi e partiti del centrosinistra. Il presidio è iniziato sulle note di 'Bella ciao', intonata a gran voce da tutta la piazza.
--

Post a Comment