Anche Ciro Pellegrino di Fanpage è stato spiato: "Non so da chi e perché, ma Apple ha rilevato tutto"
È il secondo giornalista sotto attacco della testata edita da Ciaopeople: il direttore Francesco Cancellato era stato colpito dal software Graphite creato dalla società Paragon
Anche il giornalista Ciro Pellegrino è stato spiato. È la seconda volta che un collega di Fanpage.it denuncia di essere stato vittima di attacchi spyware. Solo qualche mese fa il direttore della testata, Francesco Cancellato, aveva dichiarato che il suo telefono era stato colpito dal software Graphite, realizzato dall'azienda Paragon Solutions. "Apple ha rilevato un attacco spyware mercenario mirato contro il tuo iPhone. È probabile che questo attacco ti stia prendendo di mira specificamente per via della tua identità o delle tue attività", è il messaggio ricevuto dal giornalista.
Il messaggio di Apple
Il primo allarme da parte di Apple è arrivato per mail il 29 aprile. Poi un sms ha avvertito di nuovo Pellegrino. Il giornalista ha fatto esaminare il messaggio ad alcuni ricercatori indipendenti che hanno confermato la veridicità di quanto aveva ricevuto per posta. Il testo inviato dall'azienda contiene anche una breve spiegazione della tipologia di offensiva informatica: "Gli attacchi di spyware mercenari, come quelli che utilizzano Pegasus del gruppo Nso, sono eccezionalmente rari e molto più sofisticati delle normali attività dei criminali informatici o dei malware consumer". Quindi il giornalista è finito al centro di un attacco sofisticato, ma il software malevolo non è ancora stato individuato.
Il messaggio di Apple fornisce però qualche coordinata sull'entità del fenomeno: "La notifica di oggi viene inviata agli utenti interessati in 100 paesi e, ad oggi, abbiamo notificato utenti in oltre 150 Paesi in totale. Il costo elevato, la sofisticatezza e la natura globale rendono gli attacchi di spyware mercenari tra le minacce digitali più avanzate attualmente esistenti".
La preoccupazione di Pellegrino
"I telefoni sono le scatole nere delle nostre esistenze", scrive Pellegrino nell'articolo denuncia dove comunica la notizia. Il giornalista spiega quanto i nostri strumenti digitali conservano e sanno di noi: "Provate a immaginare questo pacchetto – enorme – di dati sensibili in mano a soggetti malintenzionati"

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