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L'ultimo gesto di papa Francesco prima di entrare in coma:

 

 un saluto con la mano al suo fedele infermiere

Accanto al pontefice negli ultimi istanti di vita c'era Massimiliano Strappetti. Lui ha raccolto anche le ultime parole di Bergoglio

Papa Francesco a Pasqua, accanto l'infermiere. Foto LaPresse

Un "grazie" per averlo riportato in piazza e un saluto con la mano al suo infermiere, sempre accanto, Massimiliano Strappetti. Questi gli ultimi istanti di vita di papa Francesco, morto ieri a 88 anni, secondo fonti vaticane.

L'ultimo gesto di papa Francesco prima di morire

Al suo infermiere, Massimiliano Strappetti, il pontefice, prima di entrare in coma, ha rivolto l'ultimo gesto. Un saluto con la mano all'uomo che gli è sempre stato accanto. I media vaticani nel raccontare le ultime ore del Papa in vita spiegano che si è svegliato alle 5.30 di lunedì mattina, poco dopo ci sono state le prime avvisaglie del malore, con il pronto intervento di chi vegliava su di lui. Circa un'ora dopo, "dopo il gesto di saluto con la mano a Strappetti, il Pontefice è entrato in coma nel suo letto nella residenza di Santa Marta. Non ha sofferto, è avvenuto tutto rapidamente, racconta chi gli era accanto in quegli ultimi momenti".

Poche ore prima Bergoglio aveva ringraziato il suo infermiere per le "concessioni" accordate. "Grazie per avermi riportato in piazza", avrebbe detto Francesco. Il riferimento è all'uscita pubblica che è stata concessa a Bergoglio il giorno di Pasqua. Non solo infatti ha fatto la benedizione urbi et orbi, ma ha anche fatto un giro in papamobile avvicinandosi quindi di più ai fedeli. Un gesto che oggi appare come un ultimo saluto. Bergoglio ha apprezzato la "concessione" fatta dal suo staff, da qui il "grazie". Il papa, sempre secondo quanto riportato dai media vaticani, avrebbe prima chiesto a Strappetti: "Credi che possa

Strappetti era al fianco di Bergoglio da anni. Ultimamente la sua figura era diventata familiare anche ai fedeli: era col papa per tutti e 38 i giorni di ricovero al Policlinico Gemelli e poi ventiquattr'ore su ventiquattro durante la convalescenza a Casa Santa Marta. Era con lui quando lo hanno dimesso, quando ha voluto vedere i restauri a San Pietro, e ancora quando è andato a trovare i detenuti a Rebibbia e la domenica di Pasqua.  

Prima di diventare assistente personale di Francesco, l'infermiere - una vita in corsia proprio al Gemelli - è stato nell'equipe medica di Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI dopo. "Mi salvò la vita", disse Bergoglio dopo l'intervento al colon del 2021. Per lui Strappetti non era solo un assistente, ma una persona su cui contare, a cui dare credito e ascolto. Per questo lo nominò addirittura "assistente sanitario personale", un ruolo che mai era stato assegnato nella storia di un pontificato. 

 

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