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Il centrodestra vuole cancellare i ballottaggi, le opposizioni insorgono: "Furto di democrazia"

 

La maggioranza vuole aumentare anche il numero degli assessori regionali

Il leader della Lega Matteo Salvini, la presidente del Consiglio e leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e il leader di Forza Italia Antonio Tajani (Immagine di repertorio LaPresse)
 proposta è del centrodestra e sta suscitando polemiche: riguarda le elezioni amministrative per i comuni con più di 15 mila abitanti. I capigruppo di maggioranza in Senato hanno presentato al cosiddetto decreto Elezioni un emendamento che punta a riscrivere le regole del voto. Intanto le opposizioni insorgono e c'è chi parla di "furto di democrazia". 

Col 40 per cento dei voti si diventa sindaci 

La condizione perché non si chiamino i cittadini al secondo turno elettorale è che il candidato sindaco "abbia conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi. Qualora due candidati abbiano entrambi conseguito un risultato pari o superiore al 40 per cento dei voti validi, è proclamato eletto sindaco il candidato che abbia conseguito il maggior numero di voti validi", si legge nell'emendamento firmato dal capogruppo di Fratelli d'Italia Lucio Malan, dal capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, dal capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri e dalla capogruppo di Noi moderati Michaela Biancofiore. La proposta di modifica prevede anche una sorta di blindatura per gli equilibri politici maggioritari nei consigli comunali: "Qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al primo turno, alla lista e al gruppo di liste a lui collegato, che non abbia già conseguito almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempre che nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50 per cento dei voti validi". 

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