Medici radiati o sospesi subito via dal lavoro: con la nuova riforma cambia tutto
Il ministero ha annunciato la rivoluzione dopo i recenti casi di cronaca. Finora i professionisti potevano fare ricorso alla Commissione centrale e continuare a operare fino al secondo grado di giudizio
Le sanzioni disposte dagli Ordini professionali contro i medici dovranno essere "immediatamente esecutive". Perciò chi subirà una sospensione o una radiazione dovrà interrompere la propria attività lavorativa. È quanto prevede la nuova riforma annunciata dal ministero della Salute che ha deciso di intervenire dopo le recenti morti di Margaret Spada e Simonetta Kalfus. La prima deceduta dopo una rinoplastica e la seconda in seguito a una liposuzione. Sui loro casi sono state avviate anche delle inchieste con indagati. I professionisti, con la legge attuale, possono continuare a operare facendo ricorso alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie e fino al suo responso.
Cosa prevede la riforma
La riforma è stata richiesta dalla Commissione centrale che è l'organo competente per i ricorsi contro i provvedimenti disciplinari degli Ordini. Che possono disporre per un iscritto anche la sospensione o la radiazione dall'albo professionale. La rivoluzione su cui il ministero sta lavorando punta a sveltire le procedure burocratiche e a renderle subito esecutive, senza aspettare il secondo grado di giudizio con la pronuncia della Commissione. "La proposta di riforma, a tutela dei cittadini e degli stessi professionisti, prevede interventi per snellire le lungaggini procedurali e rendere più spedita la trattazione e decisione del giudizio", ha

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