Ennesimo caso di razzismo contro i Napoletani.
La denuncia della dirigente dell'Istituto superiore Archimede di Ponticelli dopo un evento natalizio in abiti ottocenteschi, organizzato nella città lagunare solleva il caso. Il sindaco si scusa
«Terroni, tornate a casa vostra». Questi alcuni degli insulti rivolti agli studenti dell’Istituto superiore Archimede di Ponticelli, secondo la denuncia, sui social, di Rori Stanziano, dirigente scolastica dell’Istituto, che nei giorni scorsi ha accompagnato venti dei suoi ragazzi a un evento natalizio in abiti ottocenteschi, organizzato a Venezia. «Aspetto che ci ha profondamente delusi e addolorati è stato il dover subire a Venezia, la Serenissima, lucente città di arte, cultura, storia, tradizioni, assurdi cori razzisti all’indirizzo dei ‘miei’ ragazzi. Dei ragazzi buoni, tranquilli, rispettosi, solari, allegri, sorridenti che sono stati attaccati, anzi siamo stati attaccati, con cori razzisti, discriminatori, omofobi. Una crudeltà e cattiveria assurda e ingiustificata, solo perché indossavano gli abiti storici o perché si sentiva l’accento napoletano», ha dichiarato la dirigente. «Si sono avvicinati in punta di piedi alla danza storica, ai meravigliosi balli d’epoca nei palazzi straordinariamente affrescati», racconta Stanziano. «I ‘nostri ragazzi’, che conoscono il Conocal e il Bronx di Ponticelli, hanno danzato con dame e cavalieri provenienti da associazioni di danza storica di tutta Italia e si sono seduti a cena in un hotel 5 stelle con argenteria e servizi d’epoca. Per me – prosegue – è stato un enorme motivo di orgoglio. Nulla può cancellare questo, nemmeno la cattiveria, l’ottuso pregiudizio, l’odioso razzismo e l’inconcepibile omofobia di ragazzi, uomini e donne che non hanno esitato ad apostrofare dei ragazzini che hanno l’unica colpa di essere nati a sud dell’Italia e che hanno l’accento di un dialetto/lingua diverso». Stanziano ha detto di aver informato già l’assessora alla Scuola della Regione Campania, Lucia Fortini. Ma prima di scrivere al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e al governatore veneto Luca Zaia ecco che è arrivata la replica (e le scuse) del primo cittadino.
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