Allarme scabbia all’interno del carcere di Lecce: nove detenuti, reclusi nel reparto dei “precauzionali”, sono rimasti in isolamento preventivo per 24 ore, nel weekend scorso. Un'allerta scattata dopo che i reclusi hanno accusato sintomi e fastidi tipici della malattia: sfoghi e infiammazioni sulla pelle. Da qui la cautela adottata dalla direzione del carcere di trasferire i detenuti in isolamento ed evitare così che la possibile infezione potesse diffondersi nel resto della popolazione carceraria.

D’altronde, la scabbia è un disturbo contagioso che può diffondersi in modo molto rapido causato da un piccolo parassita, un acaro che provoca un intenso prurito. E in un ambiente di grande affollamento come un carcere, il parassita può passare con maggior facilità da una persona all’altra in caso di contatti fisici ravvicinati e di biancheria non perfettamente igienizzata. Per il momento, però, l’allarme scabbia è “un’ipotesi su cui sono state avviate verifiche che sono in corso” precisa la direttrice del carcere, Maria Teresa Susca.

“Stiamo precedendo con delle visite sui detenuti ed è stata avviata la somministrazione di una terapia preventiva” precisa. Sono state avviate tutte le procedure che si seguono in simili situazioni. I detenuti sono in cura con delle pomate prescritte dalla dermatologa. Ed è stata allertata anche l’Asl che ha disposto una serie di accertamenti e di esami sui reclusi interessati dal potenziale contagio. L’allarme scabbia rappresenta la punta di un iceberg rappresentato dproblematiche e disagi continui.


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