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 la maternità artificiale reato 










La norma che rende la gestazione per altri "reato universale" pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 18 novembre: con il nuovo provvedimento rischia anche chi porta avanti una maternità surrogata in un Paese in cui la legge lo consente. Molte coppie che avevano già avviato l'iter si sono rivolte all'Associazione Coscioni, preoccupate per le conseguenze della legge


La gestazione per altri diventa un crimine. Da oggi, lunedì 18 novembre, entra in vigore la legge sulla maternità surrogata, che istituisce il "reato universale" per la pratica dell'utero in affitto, punibile anche per chi ne fa ricorso all'estero. Si tratta del ddl, approvato lo scorso 16 ottobre in Senato, con la legge che è stata promulgata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 4 novembre, prima della sua partenza per la Cina.  "Una norma di buonsenso contro la mercificazione del corpo femminile e dei bambini - Aveva scritto la premier Meloni dopo l'approvazione in Senato -. La vita umana non ha prezzo e non è merce di scambio".
La maternità surrogata diventa reato universale
Cosa dice la cosiddetta legge Varchi? Il ddl n. 824 sulla gestazione per altri vieta agli italiani di praticare la maternità surrogata non solo nel nostro Paese, dove è già illegale, ma anche all'estero nei Paesi dove invece la pratica è possibile. La norma, che oggi verrà pubblicata in Gazzetta ufficiale, attua un ulteriore giro di vite sulla gestazione per altri: con il nuovo provvedimento rischia anche chi porta avanti una maternità surrogata in un Paese in cui la legge lo consente. Le pene previste sono molto severe: da tre mesi a 2 anni di carcere, oltre a una sanzione pecuniaria fino a un milione di euro
Le 50 coppie che hanno fatto ricorso
Ma c'è chi aveva già avviato questo iter e addirittura è in attesa del parto. Cosa succederà a loro? Decine di coppie hanno già fatto ricorso o hanno intenzione di farlo, come spiegato da Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni: "Sono già oltre 50 le coppie che, da tutta Italia, hanno chiesto aiuto al team legale dell'Associazione Luca Coscioni preoccupate per le conseguenze che questa legge potrà avere sul loro progetto di famiglia. Le 100 persone che hanno già contattato l'associazione, sono coppie che si trovano in step differenti del percorso: da chi ha appena intrapreso l'iter, ovvero ha solo firmato il consenso in un centro estero, a chi ha già fatto il prelievo di gameti, fino a chi sta attendendo il parto. Si tratta soprattutto di ragazze e ragazzi giovani con donne affette da gravi patologie che rendono impossibile portare avanti una gravidanza".


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"Se la procedura di gravidanza per altri all'estero prende il via dopo l'entrata in vigore della legge, la coppia o la persona coinvolta sarebbe perseguibile penalmente  - sottolinea l'associazione -. Se la procedura, invece, fosse già stata avviata, la legge non sarebbe applicabile, in base al principio di irretroattività del diritto penale".  Nel dubbio, in molti si sono rivolti all'associazione Coscioni per chiedere aiuto: "Siamo pronti a difendere tutte le coppie danneggiate da questa legge ingiusta e irragionevole. Porteremo la nostra e la loro battaglia nei tribunali e in ogni sede adeguata, con l'obiettivo di ristabilire un'opportunità offerta dalla scienza, che una normativa cieca e brutale pretende di condannare come reato universale".
Come funziona all'estero
Nel resto del mondo la situazione è piuttosto varia. Sono 66 i Paesi in cui la gestazione per altri è permessa dalla legge, sia nella sua forma solidale e gratuita, sia a pagamento. In alcuni casi esistono delle restrizioni e la maternità surrogata è riservata soltanto ad alcune categorie, dalle coppie eterosessuali ai residenti, o in presenza di gravi patologie che rendono impossibile la gravidanza. In Europa la maternità surrogata è legale in  Danimarca, Belgio, Ungheria, Bulgaria e Paesi Bassi, soprattutto come pratica "non retribuita". In Grecia è legale dal 2002, in Portogallo è concessa soltanto alle donne con gravi problemi di salute, mentre nel Regno Unito è consentita soltanto in forma "altruistica". La pratica è invece vietata, oltre che in Italia, anche in Francia, Spagna, Germania e Norvegia.  In Russia, in Ucraina e in Georgia, una dei primi Paesi ha disciplinare la pratica nel 1992, la maternità surrogata è consentita dalla legge, sia in forma gratuita che a pagamento, ma soltanto per le coppie etero.
Più "divisi" sul tema gli Stati Uniti. California, Illinois, Arkansas, Maryland, Washington DC, Oregon e New Hampshire sono gli Stati più permissivi, mentre in altri la pratica è soggetta a regole più stringenti, come New York, Louisiana, Michigan, Nebraska e Virginia, dove l'utero in affitto è concesso soltanto nella sua forma altruistica. Situazione simile in Canada, dove è vietata soltanto la forma a pagamento, al netto delle spese mediche e legali previste. Anche in Australia la maternità surrogata è accettata, ma con regole che variano da zona a zona. Messico e India, due delle mete principali per i genitori in cerca di un utero in affitto, negli ultimi anni hanno ristretto le maglie per accedere alla gestazione per altri.

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