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 Banca Monte Paschi di Siena










Per quanto il meccanismo di ieri fosse un’asta, in cui tutti si sono presentati singolarmente l’esistenza di una regia non è sfuggita agli osservatori. Lo stesso ministro Giancarlo Giorgetti l’ha definita “La realizzazione di un’operazione di politica bancaria e finanziaria italiana volta a rafforzare l’azionariato di un player importante”. Il legame più forte è più evidente è quello tra Banco Bpm e Anima che portano a casa rispettivamente il 5% e un 4% di Mps. Con la banca milanese che ha lanciato un’Opa sul gestore di risparmio che in caso di successo creerebbe il più grande azionista privato di Mps. Poi c’è Caltagirone, anche lui azionista di Anima. E in asse con Caltagirone c’è anche Delfin la finanziaria degli eredi di Leonardo Del Vecchio, guidata da Francesco Milleri che con il costruttore romano è azionista di minoranza sia in Mediobanca che in Generali. Rapporti di buon vicinato e comunanza d’interessi che trasformano questo 15% in abbozzo di nocciolo duro di nuovi azionisti

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