Perché in Italia abbiamo quattro pandemie
Tutti i dati del rapporto Altems sull'andamento dell'epidemia
Ècome se in questo momento in Italia ci fossero quattro pandemie differenti, con velocità diverse a seconda del livello di immunizzazione. Una riguarda i no vax, una seconda i vaccinati entro 5 mesi, una terza riguarda invece le persone vaccinate da più di 5 mesi, la quarta i più protetti contro il covid, e cioè i vaccinati con la terza dose. È il dato che emerge dal nuovo report sull'andamento dell'epidemia effettuato da Altems, l'alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica
Secondo quest'analisi, il contagio da coronavirus tra i no vax è dieci volte più frequente rispetto ai vaccinati. Nel periodo che va dal 29 ottobre al 28 novembre, le infezioni nella popolazione vaccinata con terza dose si fermano a 25,03 ogni centomila abitanti a settimana, a seguire c'è la popolazione vaccinata entro 5 mesi con più del doppio dei nuovi casi (61,06). Nei vaccinati oltre 5 mesi invece l'incidenza dei contagi schizza a 90,04 ogni centomila abitanti. Americo Cicchetti, presidente di Altems, spiega che "il 67% dei vaccinati da oltre 5 mesi non verrebbe contagiato se fosse stato sottoposto a vaccinazione con terza dose, e questo avrebbe permesso una riduzione del numero totale dei contagi pari a circa 29.319 su 44.023 contagi verificatisi negli ultimi trenta giorni".
La mortalità grezza - ovvero il rapporto tra deceduti e popolazione - è pari a 0,77 per mille abitanti, in aumento rispetto ai dati del 29 novembre (era a 0,70). Il dato più elevato si registra in Friuli-Venezia Giulia (al 3,75) e nella provincia autonoma di Bolzano (3,19). La letalità grezza apparente a livello nazionale - ovvero i deceduti nell’intervallo di tempo considerato - è stata invece pari al 1,57 per mille, in calo rispetto ai dati del 29/11 (era 1,77 per mille).rsi
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